Informazioni aggiuntive
| Dimensioni | 16,5 × 23,5 cm |
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Il prezzo originale era: €8,80.€7,48Il prezzo attuale è: €7,48.
Da Dachau a Magdeburgo, Mauthausen e Allach: la storia vera del veneto Luigi Bozzato, sopravvissuto per sedici mesi a 4 lager, a un’esecuzione nella camera a gas e ai forni crematori. Prefazione di Mario Isnenghi. Foto dagli archivi di Dachau, Mauthausen e Tempio nazionale Internato Ignoto
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Da Dachau a Magdeburgo, Mauthausen e Allach: la storia vera del veneto Luigi Bozzato, sopravvissuto a 4 lager, a un’esecuzione nella camera a gas e ai forni crematori.
Sedici mesi nei campi di concentramento di Dachau, Magdeburgo, Mauthausen e Allach: è la storia vera del padovano Luigi Bozzato, raccontata a due voci da Umberto Marinello e da Bozzato stesso nel libro “Il lager dentro”. Pubblicato nel 2000, il volume – introdotto ma Mario Isnenghi – è ora proposto da Edizioni DBS in una edizione riveduta ed ampliata con nuove foto provenienti anche dagli archivi di Dachau e del Tempio dell’Internato Ignoto di Padova.
“La volontà – spiega l’Editore Silvio De Boni – è di far conoscere a quante più persone possibili la vicenda terribile ed emblematica di Luigi Bozzato. Prima militare in Jugoslavia, rientrato avventurosamente dopo l’8 settembre sfidò il locale podestà per difendere il padre, rifiutò di diventare repubblichino, scelse di essere partigiano. Tradito ed incarcerato sopravvisse a una fucilazione di massa e venne quindi internato. Qui iniziò un inferno fatto di paure, botte, frustate, di una esecuzione non riuscita nella camera a gas e di un forno crematorio da cui si salvò in maniera avventurosa perdendo l’unico residuo di identità consentito ai prigionieri ovvero il numero, che risulta ancora oggi morto e annullato”.
Una vita avventurosa, segnata – una volta tornato a casa – dal dramma di non essere creduto. Scrive Luigi Bozzato nel libro: “Racconto a tutti quelli che la vogliono sentire la mia storia, ma nessuno mi crede. Solo i miei mi credono. Gli altri dicono che sono matto, anche perché i ricordi degli orrori passati mi provocano delle crisi e allora mi ricoverano in Neurologia dove mi imbottiscono di tranquillanti. Così con la storia di Neurologia nessuno mi crede più. “Non è possibile che un essere umano sopravviva a tante torture, a tanta fame, a tanto freddo, a tanto lavoro. È stato in Neuro. Non è vero quello che racconta”.
Di quelli che erano stati in Russia, che erano stati feriti, che si erano congelati, si parla molto. Ma degli ex deportati in campo di sterminio non si parla per niente. Siamo rimasti troppo in pochi. Sono quasi tutti morti. E a noi non credono”.
Con l’aiuto di Umberto Marinello la storia di Bozzato ha trovato finalmente la voce per farsi ascoltare: “Luigi si era dato una missione: raccontare, soprattutto ai giovani, ciò che era successo nei campi di sterminio a lui e a moltissimi altri come lui per svegliare le coscienze, nella speranza che simili cose non potessero più accadere. Aveva un modo così diretto di raccontare, era così evidente la sua sofferenza, che riusciva a toccare l’animo di tutti, dai più piccoli alle persone mature. Aveva un cruccio, Luigi. Si preoccupava di quello che sarebbe successo quando lui non ci fosse più. Perciò mi esortava a scrivere la sua storia. Così abbiamo pensato ad un libro intervista: andavo a casa sua con il registratore e mi facevo raccontare , seduta per seduta, ciò che gli era accaduto. La cosa ha funzionato fino a che abbiamo affrontato le sue esperienze militari in Jugoslavia.
Quando però siamo arrivati all’internamento nel primo campo di sterminio, Dachau, mi sono reso conto che rievocare quello che gli hanno fatto e soprattutto quello che ha visto fare a donne e bambini, gli procurava una sofferenza tale da mettere in pericolo la sua stessa vita. E allora ho smesso, malgrado le sue insistenze. Ed ho deciso di raccontare io la sua storia. Così è uscito nel 2000 “Il lager dentro”, presentato a Pontelongo dall’allora presidente della Camera dei Deputati, Violante. Luigi apriva come volontario l’ufficio della sezione di Piove di Sacco dell’Associazione Combattenti e Reduci. Nelle lunghe ore di solitudine in quell’ufficio si è messo a scrivere la sua biografia.
E un giorno è venuto da me con cinque agende scritte in dialetto (era semianalfabeta): me le ha messe sul tavolo e mi ha detto: “Adesso pensaci tu”. Ho impiegato due anni a tradurle in un linguaggio comprensibile, cercando, per quanto possibile, di mantenere il ritmo e la spontaneità di quegli scritti. Alla morte di Luigi sono stati fatti molti progetti per mantenere viva la sua memoria, ma uno alla volta sono naufragati tutti. Il Comune gli ha dedicato la biblioteca. Per il resto, è silenzio”.
Prefazione di Mario Isnenghi. Foto dagli archivi di Dachau, Mauthausen e Tempio nazionale Internato Ignoto
I sentieri del cuore riguarda, in senso figurato, i sentieri della vita. Riassume molti viaggi, incontri prodigiosi in altre latitudini (5 i viaggi nell’altro emisfero) e in ogni parte del mondo. Raccontati spesso con dovizia di particolari si rifà a sentieri reali: dalla copertina che riprende le Dolomiti di Canazei alla Ghirardelli Square – San Francisco (in quarta di copertina) Un capitolo è dedicato a Sergio Leone ed Ennio Morricone, poichè l’autore è un profondo conoscitore del West americano. Si passa poi dalla poesia all’amore inteso, non solo a livello di coppia, ma come sentimento universale verso la natura e gli animali – in particolare i cani.
Guido Grassi laureato in economia ha per anni lavorato in banca. Si definisce amante sfrenato della vita, anticonformista, creativo, imprevedibile. Il suo sembrava un destino segnato, ma i fatti dimostrano il contrario e afferma di avere una esistenza straordinaria
Solo un angelo proveniente dal continente in cui gli “invisibili” affrontano avventure e missioni sempre sul filo del rasoio fermerà il Comandante. Una squadra di uomini pronti a tutto per salvare delle vite.Tra intrighi, segreti e discutibili amicizie, il protagonista cede al richiamo del cuore mentre il mondo e il suo Generale, sembrano avere ancora bisogno di lui e dei suoi uomini.
Una squadra di “senza nome” svela nel romanzo i lati oscuri e seducenti del continente nero, mentre una rete di rapporti controversi che attraversa deserti, oasi e giungle in cui i serpenti non sono gli esseri più velenosi, è la chiave per risolvere i casi “impossibili”.
Un racconto che nasce da fatti di cronaca realmente accaduti.
Laureato in Diritto internazionale ha sempre fatto l’imprenditore e il consulente. Da qualche anno si dedica ad aiutare imprenditori in difficoltà. Inquieto e curioso alterna alla sua professione, le passioni che più lo coinvolgono tra le quali la scrittura. Nei suoi racconti c’è molto del suo girovagare per il mondo. Attratto dal Medio oriente e i Paesi Asiatici, si immedesima, impara e sugge del loro passato, dei miti e delle usanze che sembrano dissetarlo. Una prosa cruda e a tratti politicamente scorretta che traspare spesso dai suoi titoli. L’angelo del deserto è il suo quarto libro
Andrea De Bernardin pubblica con edizioni DBS il suo secondo libro del quale dice “la mia Provincia è una delle poche interamente montane del nostro Paese, con le sue positività e le sue contraddizioni. Negli anni ho osservato attentamente il mutare della mia terra e della sua gente e, partendo proprio dall’esperienza personale, ho provato ad approfondire quella che definirei – la questione montagna – in un momento in cui essa vive evidenti difficoltà; con evidenti trasformazioni sociali, culturali, urbanistiche. Le certezze che facevano parte del vivere dei nostri nonni sono praticamente scomparse e se, da un lato, l’evoluzione ha comportato certamente un miglioramento complessivo degli stili di vita, dall’altro ha accelerato, sin troppo, drastici cambiamenti negli stessi abitanti della montagna. In buona parte del Paese la montagna sta letteralmente morendo ma salvarla e farle vivere una nuova vita non è impossibile”.
Andrea De Bernardin, nato e cresciuto ai piedi della Marmolada, sin da giovanissimo è appassionato di storia al punto da incentrare su di essa l’attività lavorativa e trarne ispirazione per diverse apprezzate pubblicazioni. Una fra tutte “La città di ghiaccio, guerra nelle viscere della montagna”, assieme al collega Michael Wachtler. E’ stato sindaco di Rocca Pietore per tre mandati (dal 2009 al 2024). Ha collaborato a numerose pubblicazioni sulla storia e sulle tradizioni ladine.

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